Arpe Group

Caso studio · Arpe Group

Da un uso individuale dell’AI a processi di lavoro condivisi

Claude era già in uso all’interno del gruppo. L’intervento è servito a passare da una competenza individuale a processi di lavoro condivisi su tre ambiti di attività.

Advisory finanziaria per PMI · Milano

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professionisti nel percorso

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ambiti di lavoro coperti

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fasi del percorso

Il progetto in sintesi

Arpe Group è una società di advisory finanziaria milanese fondata nel 2012 da Fabio Arpe, con circa cinquanta professionisti. Tra marzo e maggio 2026 Maverick AI ha accompagnato quindici professionisti del gruppo nel passaggio da un utilizzo individuale di Claude, la piattaforma AI di Anthropic, a processi di lavoro condivisi. Il percorso si è articolato in quattro fasi: una discovery su tutto il team per individuare i casi d’uso, una giornata di formazione in presenza costruita sui documenti reali dei partecipanti, lo sviluppo di soluzioni dedicate su tre ambiti (pratiche di finanza agevolata, business plan e attività amministrative ricorrenti) e un accompagnamento continuativo all’adozione.

Il contesto

Chi è Arpe Group

Arpe Group è una società di advisory finanziaria milanese fondata nel 2012 da Fabio Arpe. Circa cinquanta professionisti, presente nella classifica Leader della Crescita del Sole 24 Ore. Redige business plan, struttura operazioni straordinarie, segue emissioni di debito, quotazioni e pratiche di finanza agevolata.

Claude era già in uso all’interno del gruppo. L’esigenza non era quindi introdurre lo strumento, ma passare da una competenza maturata a livello individuale a processi condivisi, riutilizzabili e aggiornabili nel tempo.

Il punto di partenza

Il percorso è iniziato con un questionario strutturato rivolto a tutti e quindici i partecipanti, integrato da un confronto diretto con il management. Le risposte hanno determinato la selezione degli ambiti di intervento e la definizione del perimetro.

Le competenze esistevano ma non erano condivise. Diversi professionisti avevano sviluppato modalità efficaci di utilizzo sui propri deliverable. Si trattava di soluzioni valide, non codificate e quindi non trasferibili al resto del team.

L’utilizzo era orientato alla singola richiesta. A fronte di un’autovalutazione media di 2,7 su 5, le funzionalità che consentono di lavorare su processi ricorrenti non erano ancora state adottate. È l’area in cui il margine di miglioramento risultava più ampio.

Il carico principale era documentale. La criticità più segnalata dai partecipanti non riguardava la produzione del testo, ma la raccolta e l’organizzazione della documentazione a supporto, distribuita sull’ambiente Microsoft 365 già in uso nel gruppo. L’evidenza ha orientato la selezione degli ambiti di intervento.

Il team ha inoltre indicato le aree in cui riteneva necessario mantenere il presidio umano: la verifica dei dati numerici e la relazione diretta con il cliente. L’indicazione è stata recepita nel disegno delle soluzioni.

Il nostro intervento

Il percorso si è articolato in quattro fasi, da marzo a maggio 2026.

1. Individuazione dei casi d’uso. Le risposte al questionario hanno permesso di ricostruire l’attività ricorrente dei professionisti e di selezionare gli ambiti di intervento sulla base di due criteri: frequenza e assorbimento di tempo. Gli ambiti individuati sono stati tre: pratiche di finanza agevolata, business plan e attività amministrative ricorrenti.

2. Formazione sull’operatività del team. La giornata di formazione si è svolta in presenza sui casi emersi dalla discovery. Ogni partecipante ha lavorato su un documento della propria attività corrente, con l’obiettivo di produrre output immediatamente utilizzabili.

3. Sviluppo delle soluzioni. Per ciascun ambito sono stati configurati Projects contenenti i modelli e i documenti di riferimento del cliente, e sviluppate Skills dedicate alle singole procedure. La scelta di mantenerle distinte risponde a una ragione operativa: le regole applicabili variano da processo a processo e una soluzione unica avrebbe richiesto una revisione integrale dell’output. Sulle attività documentali più articolate, che richiedono di lavorare su più file in sequenza, l’operatività è stata impostata su Claude Cowork. Le soluzioni supportano la produzione delle parti descrittive e l’organizzazione documentale; la verifica dei dati e la relazione con il cliente restano in carico al professionista.

4. Accompagnamento all’adozione. Al team è stata consegnata una libreria di prompt e di Skills in formato modificabile, seguita da una sessione di richiamo e da due incontri di supporto operativo su casi concreti. Per l’intera durata del programma è rimasto attivo un canale di supporto continuativo.

L'approccio

I criteri che hanno guidato il lavoro

Le scelte di metodo alla base del percorso.

01

Dai processi allo strumento

La discovery coinvolge l’intero team e rileva frequenza e assorbimento di tempo delle attività. I casi d’uso derivano da quella rilevazione, e la formazione ne segue il perimetro.

02

Soluzioni dedicate ai singoli processi

Le regole applicabili variano da processo a processo. Una soluzione unica produce output che richiedono una revisione integrale, cioè il costo che si intende eliminare.

03

Formazione su documenti reali

In aula ogni partecipante lavora su un documento della propria attività corrente. L’obiettivo è produrre output utilizzabili, non esercitazioni su casi fittizi.

Il punto di arrivo

Cosa è cambiato

Sui tre ambiti coperti il team dispone di Projects che contengono i modelli e i documenti di riferimento aziendali, con Skills dedicate alle procedure ricorrenti. Le attività non ripartono più dalla singola richiesta.

Le modalità di lavoro sviluppate individualmente sono state codificate in procedure eseguibili, correggibili e migliorabili dall’intero team. Gli affinamenti introdotti da un professionista diventano disponibili per tutti.

La distinzione tra ciò che viene delegato alle soluzioni e ciò che resta in capo alla persona è definita e documentata, coerentemente con le indicazioni raccolte in fase di discovery.

La voce del cliente

Claude era già parte del nostro lavoro, ma ciascuno lo utilizzava a modo proprio. Il percorso con Maverick AI ci ha aiutato a trasformare queste esperienze in un metodo condiviso, costruito sui nostri casi reali. Oggi abbiamo strumenti e procedure che ci aiutano a dedicare meno tempo alla ricerca e all’organizzazione dei documenti e più tempo alle attività a maggior valore con i nostri clienti.
VValentina RanicoloCEO, Arpe Group

Approfondimenti

Domande sul progetto

Che cosa ha fatto Maverick AI per Arpe Group?

Maverick AI ha accompagnato quindici professionisti di Arpe Group nel passaggio da un utilizzo individuale di Claude a processi di lavoro condivisi. Il percorso si è articolato in quattro fasi: discovery sull’intero team, giornata di formazione in presenza sui documenti reali dei partecipanti, sviluppo di soluzioni dedicate su tre ambiti di attività e accompagnamento continuativo all’adozione.

Su quali attività di advisory finanziaria è stato applicato Claude?

Su tre ambiti, selezionati per frequenza e assorbimento di tempo: le pratiche di finanza agevolata, la predisposizione dei business plan e le attività amministrative ricorrenti. La selezione è derivata dalle risposte al questionario somministrato a tutto il team.

Come viene individuato il perimetro di un progetto di AI adoption?

Attraverso una discovery strutturata che rileva le attività ricorrenti e il tempo che assorbono. Nel caso di Arpe Group il questionario è stato rivolto a tutti e quindici i partecipanti e integrato da un confronto diretto con il management, e le risposte hanno determinato sia gli ambiti su cui intervenire sia quelli da lasciare fuori.

Che cosa è rimasto in carico ai professionisti?

La verifica dei dati numerici e la relazione diretta con il cliente. Sono le aree su cui il team aveva indicato la necessità di mantenere il presidio umano in fase di discovery, e l’indicazione è stata recepita nel disegno delle soluzioni.

Perché sviluppare Skills distinte invece di un assistente unico?

Perché le regole applicabili variano da processo a processo. Una soluzione unica avrebbe prodotto output non utilizzabili senza una revisione integrale, che è esattamente il costo che si intende eliminare. Per ciascun ambito sono quindi stati configurati Projects con i documenti di riferimento del cliente e sviluppate Skills dedicate alle singole procedure.

Da cosa dipende il costo di un percorso di questo tipo?

Da quattro variabili: il numero di persone coinvolte, il numero di ambiti su cui si interviene, la profondità dell’intervento e la durata dell’accompagnamento. Per questa ragione ogni percorso si apre con una discovery, che serve a definire il perimetro prima che il costo venga determinato.

Quanto è durato il percorso?

Da marzo a maggio 2026. Al termine della formazione il team ha ricevuto una libreria di prompt e di Skills in formato modificabile, seguita da una sessione di richiamo e da due incontri di supporto operativo su casi concreti. Per l’intera durata del programma è rimasto attivo un canale di supporto continuativo.

Contatti

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