Normativa7 min di letturaPubblicato il 2026-06-02

AI Act e Legge 132/2025: cosa cambia per le aziende italiane

L'Italia è il primo Paese UE con una legge nazionale sull'IA. Cosa aggiunge la Legge 132/2025 all'AI Act, chi vigila e cosa devono fare le aziende italiane.

In sintesi

L'Italia è il primo Paese UE ad affiancare all'AI Act una legge nazionale organica: la Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025. Definisce la governance nazionale (AgID per promozione e accreditamento, ACN per vigilanza e sanzioni), una Strategia Nazionale per l'IA e principi su lavoro, sanità e PA. Per le aziende, l'obbligo di formazione dell'AI Act resta il punto più immediato da affrontare.

L'Italia è il primo Paese UE con una legge nazionale sull'IA

L'AI Act è un regolamento europeo: si applica direttamente in tutti gli Stati membri, Italia compresa. Ma l'Italia ha scelto di fare un passo in più, affiancandogli una legge nazionale organica.

È la Legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025. Con questa norma l'Italia è diventata il primo Paese dell'Unione a dotarsi di una legislazione nazionale dedicata all'intelligenza artificiale, che integra le regole europee con una governance interna e principi settoriali specifici.

Per un'azienda italiana questo significa due livelli da tenere insieme: il regolamento europeo e la legge nazionale. La buona notizia è che la 132/2025 non contraddice l'AI Act, lo completa.

Cosa aggiunge la Legge 132/2025 all'AI Act

La legge italiana non riscrive l'AI Act: si muove negli spazi che il regolamento europeo lascia agli Stati. Stabilisce principi di fondo, un approccio antropocentrico, trasparente e sicuro, con attenzione a innovazione, cybersicurezza, accessibilità e tutela della privacy.

Interviene poi su ambiti di interesse pubblico: sanità, lavoro, pubblica amministrazione, giustizia, istruzione. Introduce deleghe al Governo per i decreti attuativi, che stanno via via definendo i dettagli operativi.

In altre parole, mentre l'AI Act fissa le regole generali europee, la 132/2025 cala quei principi nel contesto italiano e prepara il terreno per le norme di dettaglio.

Chi vigila in Italia: AgID e ACN

Un punto pratico che le aziende devono conoscere è chi sono le autorità di riferimento. La legge (articolo 20) individua due soggetti.

L'AgID, Agenzia per l'Italia Digitale, è responsabile della promozione e dello sviluppo dell'IA, oltre che delle procedure di notifica e accreditamento degli organismi che verificano la conformità dei sistemi.

L'ACN, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, è l'autorità di vigilanza del mercato: si occupa di ispezioni e attività sanzionatoria, ed è il punto di contatto unico con le istituzioni europee.

La legge prevede anche una Strategia Nazionale per l'Intelligenza Artificiale, aggiornata con cadenza biennale, e promuove la formazione: l'AgID stessa organizza iniziative formative per PA, imprese, università e cittadini.

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L'obbligo di formazione visto dall'Italia

Per la maggior parte delle aziende italiane, l'adempimento più concreto e immediato non è uno dei grandi temi di governance: è l'obbligo di formazione del personale.

Questo obbligo nasce dall'Articolo 4 dell'AI Act, è in vigore dal 2 febbraio 2025 e vale per chiunque usi l'IA al lavoro. Abbiamo spiegato nel dettaglio cosa prevede l'obbligo di AI literacy e come strutturare la formazione in pratica.

La cornice italiana rafforza questa direzione: la 132/2025 mette le competenze e la formazione tra le leve per un uso sicuro ed efficace dell'IA. Per un'azienda, partire da qui è la mossa più sensata: è l'obbligo già attivo, è alla portata di tutti e produce valore reale, non solo compliance.

Le scadenze che contano per un'azienda italiana

Mettendo insieme i due livelli, queste sono le date da segnare.

Dal 2 febbraio 2025 è già in vigore l'obbligo di formazione dell'AI Act. Non è futuro: è adesso.

Dal 10 ottobre 2025 è in vigore la Legge 132/2025, con la governance nazionale e i principi che i decreti attuativi stanno dettagliando.

Dal 2 agosto 2026 iniziano la vigilanza e le sanzioni legate all'AI Act da parte delle autorità nazionali. In Italia il presidio sul mercato è in capo all'ACN.

La lettura è chiara: c'è una finestra, ancora aperta, per arrivare preparati ai controlli invece di rincorrerli.

Cosa fare adesso

Il rischio, davanti a due livelli normativi e a una serie di decreti attuativi in arrivo, è la paralisi: aspettare che tutto sia definito prima di muoversi. È un errore.

La parte più importante è già definita e già in vigore: la formazione del personale. È l'adempimento che ogni azienda può affrontare subito, senza attendere ulteriori decreti, e che ha il vantaggio di produrre un beneficio concreto oltre alla conformità.

Le aziende che vogliono adottare l'IA in modo serio possono trasformare un obbligo in un'occasione: formare davvero le persone, governare l'uso degli strumenti, costruire competenze interne. Su questo lavoriamo con i nostri clienti. Trovi il quadro completo nella pagina dedicata alla formazione AI Act e, se vuoi un riferimento sull'adozione in Italia, nella nostra guida a Claude per le aziende italiane.

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Federico Thiella·Founder, Maverick AI

Lavora con aziende italiane ed europee sull'adozione di Claude e dell'ecosistema Anthropic. Ha guidato implementazioni AI in private equity, consulenza, manifattura e servizi professionali.

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Domande Frequenti

È la prima legge italiana organica sull'intelligenza artificiale (Legge 23 settembre 2025, n. 132), in vigore dal 10 ottobre 2025. Affianca l'AI Act europeo con una governance nazionale, principi su ambiti come lavoro e sanità, e deleghe al Governo per i decreti attuativi.
No. L'AI Act è un regolamento europeo che si applica direttamente in Italia. La Legge 132/2025 lo integra negli spazi lasciati agli Stati membri, con governance interna e norme settoriali. I due livelli convivono e vanno considerati insieme.
La Legge 132/2025 individua l'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) per promozione, notifica e accreditamento, e l'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) come autorità di vigilanza del mercato, con compiti di ispezione e sanzione.
L'adempimento più immediato è la formazione del personale sull'IA, obbligatoria dal 2 febbraio 2025 per effetto dell'Articolo 4 dell'AI Act. È già in vigore, riguarda chiunque usi l'IA al lavoro ed è il punto di partenza più concreto.
Per l'obbligo di formazione dell'AI Act, la vigilanza e le sanzioni delle autorità nazionali partono dal 2 agosto 2026. In Italia la vigilanza del mercato è affidata all'ACN. C'è quindi ancora una finestra per prepararsi.

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