
Caso studio · Farmfront S.p.A.
Meno controlli manuali, più tempo per il cliente
Un percorso di discovery e sviluppo su quattro reparti, per individuare dove Claude può ridurre il lavoro manuale ricorrente e costruire soluzioni su misura del modo di lavorare di ciascun team.
Irrigazione agricola · Castelvetro di Modena
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reparti coinvolti
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fasi del percorso
Il progetto in sintesi
Farmfront è un gruppo internazionale specializzato nell’irrigazione agricola, con sede a Castelvetro di Modena e più stabilimenti produttivi. Da settembre 2026 Maverick AI affianca il gruppo in un percorso in sei fasi: definizione del perimetro con il management, interviste con i referenti di ciascun reparto, mappatura e prioritizzazione delle iniziative, verifica di fattibilità, sviluppo per ondate e accompagnamento all’adozione. Le interviste con i referenti hanno ricostruito le attività ricorrenti dei quattro reparti e il tempo che assorbono, con le iniziative emerse classificate su una matrice effort/impatto per decidere da dove partire. Il lavoro copre Amministrazione, Back Office, Controlling e Reporting, Logistica e Spedizioni della sede italiana.
Il contesto
Chi è Farmfront S.p.A.
Farmfront riunisce diverse società operative nel settore dell’irrigazione agricola, tra cui Ocmis Irrigazione e il marchio Marani, con una rete commerciale presente in cinque continenti. La sede italiana gestisce i processi amministrativi, il presidio del cliente e il coordinamento delle spedizioni per un volume di ordini elevato e distribuito su molti mercati.
Gran parte del lavoro quotidiano di questi reparti passava da file Excel, estrazioni del gestionale e documenti ricevuti per email, gestiti con molta manualità. Le persone conoscevano bene i propri processi, ma il tempo assorbito dalle attività ripetitive lasciava poco spazio a quelle di maggior valore.
Il punto di partenza
Il percorso è partito da una serie di interviste con i referenti di ogni reparto, per ricostruire le attività ricorrenti, il tempo che assorbono e le fonti dati da cui dipendono. Ne sono emersi quattro nodi principali.
Controlli ripetuti su fonti diverse. Una parte consistente del lavoro amministrativo consisteva nel confrontare a mano dati provenienti da sistemi e formati differenti. Un’attività precisa ma lenta, che assorbiva decine di ore ogni mese e che in alcuni casi veniva svolta con una frequenza inferiore a quella desiderata.
Un presidio del cliente legato al tempo disponibile. Nelle attività di contatto e verifica verso il cliente, la cadenza dipendeva dal carico di lavoro del momento. Le incongruenze emergevano spesso a valle, quando correggerle richiedeva più passaggi e più persone.
Consolidamento dei dati affidato al copia e incolla. Le informazioni necessarie alle riunioni periodiche arrivavano da molte fonti, incluse le società estere del gruppo, e venivano ricomposte a mano ogni settimana. Un lavoro ripetitivo con un rischio costante di errore o disallineamento tra una versione e l’altra.
Dati e processi non sempre allineati. In alcune aree operative le informazioni erano distribuite tra file di lavoro e gestionale, con dati a monte incompleti. Qui la frizione dipendeva più dall’organizzazione dei flussi che dalla mancanza di uno strumento.
Il nostro intervento
Il percorso è stato costruito per arrivare allo sviluppo con un perimetro misurato e condiviso con i referenti, reparto per reparto.
1. Perimetro con il management. Il primo confronto con la direzione ha definito le aree da includere, i referenti da coinvolgere e gli obiettivi del percorso.
2. Interviste per reparto. Una sessione con i referenti di ciascun gruppo, più un approfondimento dedicato alla reportistica, per ricostruire le attività ricorrenti, la loro frequenza e il tempo dichiarato da chi le svolge.
3. Mappatura e prioritizzazione. Ogni esigenza emersa è stata descritta come iniziativa, con processo attuale, fonte dei dati, ore assorbite e tipo di intervento. Le iniziative sono state poi classificate su una matrice effort/impatto per distinguere i rilasci immediati da quelli da pianificare.
4. Verifica di fattibilità. Con i referenti sono state chiuse le domande di dettaglio su dati ed estrazioni, così da risolvere i prerequisiti prima dell’avvio dello sviluppo.
5. Sviluppo e rilascio per ondate. Lo sviluppo parte dalle iniziative a basso effort e alto impatto, in prevalenza nell’area amministrativa, e prosegue con quelle più strutturate. Le soluzioni combinano Skills su Claude Cowork, Claude in Excel, connettori verso i sistemi aziendali e flussi automatici dove servono.
6. Accompagnamento all’adozione. A ogni rilascio segue un passaggio di consegne con le persone che useranno le soluzioni, per adattarle alle abitudini di lavoro del team e raccogliere gli affinamenti.
L'approccio
I criteri che hanno guidato il lavoro
Le scelte di metodo alla base del percorso.
Separare il problema di processo da quello di AI
Dove la frizione nasceva dal gestionale o dai dati a monte, abbiamo proposto interventi organizzativi, alcuni a costo zero, invece di automazioni che avrebbero solo spostato il problema.
Una base dati comune invece di sviluppi paralleli
Più iniziative partivano dalle stesse informazioni. Costruire una base condivisa a monte riduce i tempi di sviluppo e rende i risultati coerenti tra un reparto e l’altro.
Lo strumento più leggero che risolve
Dove basta Claude in Excel non si sviluppa nulla; i flussi automatici entrano in gioco solo quando il volume o la frequenza lo giustificano. L’ordine di sviluppo segue le ore dichiarate e le priorità dei referenti.
Il punto di arrivo
Cosa è cambiato
**Amministrazione.** Le soluzioni progettate portano i controlli ricorrenti su un flusso strutturato: Claude prepara i confronti e segnala le anomalie, il team verifica e decide. Meno manualità, più tempo per le analisi e la possibilità di aumentare la frequenza delle verifiche.
**Back Office.** Claude diventa un presidio proattivo, che segnala in anticipo le situazioni da gestire invece di lasciarle emergere a valle. La cadenza delle attività verso il cliente smette di dipendere dal carico del momento.
**Controlling e Reporting.** La reportistica periodica si appoggia a una base dati unica, aggiornata con meno passaggi manuali. Il tempo liberato si sposta sulla lettura dei numeri e sulle analisi a supporto delle decisioni.
**Logistica e Spedizioni.** Accanto alle automazioni sulle comunicazioni ricorrenti, il reparto dispone di una lettura chiara di quali frizioni si risolvono con una revisione dei processi e dei dati, e in quale ordine affrontarle.
Approfondimenti
Domande sul progetto
Che cosa sta facendo Maverick AI per Farmfront?
Maverick AI affianca Farmfront in un percorso che parte dalla discovery e arriva allo sviluppo di soluzioni basate su Claude in quattro reparti: Amministrazione, Back Office, Controlling e Reporting, Logistica e Spedizioni. Le interviste con i referenti hanno portato a mappare le iniziative di ciascun reparto, classificate per effort e impatto. Lo sviluppo procede per ondate, a partire da quelle con il miglior rapporto tra tempo liberato e complessità.
Perché alcune esigenze non sono diventate automazioni?
Perché in diversi casi la causa della frizione stava nel processo o nella qualità dei dati a monte. Automatizzare un flusso che poggia su dati incompleti avrebbe prodotto risultati poco affidabili e spostato il problema più avanti. Per queste iniziative abbiamo raccomandato revisioni organizzative o interventi sui dati, alcuni realizzabili senza alcun costo di sviluppo, lasciando all’AI le attività in cui porta un beneficio concreto.
Come si decide da dove partire tra decine di iniziative?
Ogni iniziativa viene descritta con le ore che assorbe, la frequenza, la fonte dei dati e il tipo di soluzione necessaria. Su questa base viene collocata in una matrice effort/impatto: le iniziative a basso effort e alto impatto partono per prime, quelle più strutturate vengono pianificate, quelle con dipendenze aperte restano in attesa dei prerequisiti. La priorità indicata da chi svolge il lavoro pesa quanto le stime di tempo.
Perché soluzioni distinte per reparto e non un unico strumento?
Ogni reparto lavora con fonti, regole e tempi diversi, e uno strumento unico avrebbe richiesto a tutti di adattarsi a un compromesso. Soluzioni dedicate, costruite sulle procedure di ciascun team, producono risultati utilizzabili senza revisioni pesanti. Dove più iniziative condividono le stesse informazioni, la base dati viene comunque costruita una volta sola.
Quanto tempo richiede la fase di discovery?
Nel caso di Farmfront le interviste si sono svolte nelle prime settimane del progetto, con una sessione per ciascun gruppo di referenti e un approfondimento dedicato alla reportistica. Il tempo richiesto al team è limitato: una conversazione strutturata sulle proprie attività, seguita da brevi scambi per chiarire i dettagli tecnici.
Che supporto è previsto dopo il rilascio?
Ogni soluzione viene consegnata con un passaggio di consegne alle persone che la useranno ogni giorno. Nelle settimane successive raccogliamo i riscontri del team e interveniamo sugli affinamenti, così che le soluzioni restino allineate al modo di lavorare reale. L’accompagnamento prosegue per tutta la durata delle ondate di sviluppo.
Contatti
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